Gli inviati dalle sedi dei club. Giornalismo o ufficio stampa?

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Con il moltiplicarsi dei media sportivi – e in particolare dei canali tematici all news -, è nata nel corso degli anni la figura dell’inviato televisivo a seguito di un club calcistico. Avete presente di chi parliamo? Sono quei giornalisti, presenti ad esempio nei collegamenti di Sky Sport 24 e nei TG sportivi di Mediaset, che seguono h24 le vicende di una squadra. Qualche nome per capirci: i fratelli Barzaghi e Paventi per l’Inter, Guardalà, Cosatti e Balzarini per la Juventus, Peppe di Stefano per il Milan, Angelo Mangiante e Paolo Assogna per la Roma, Francesco Modugno per il Napoli, Stefano Petrucci per la Lazio e molti altri ancora. Qualche foto.

Questo tipo di figura ha dato vita a una nuova forma di giornalismo sportivo. Fino a qualche anno fa eravamo abituati ai vecchi inviati della carta stampata che quotidianamente scrivevano un pezzo sulla singola squadra. Degli articoli di analisi, aggiornamento e approfondimento, più o meno critici nei confronti del club, dell’allenatore o dei giocatori. La classica, storica forma di giornalismo sportivo, insomma.

I nuovi inviati, invece, sono parte integrante del sistema Serie A. Cosa significa? Che Sky Sport (e fino a un paio di stagioni fa Mediaset Premium) è la principale fonte di sostentamento dei club italiani. Meglio, senza i soldi dei diritti TV la maggior parte delle società italiane potrebbe tranquillamente chiudere i battenti o giocare in un campionato semi-professionistico. Allo stesso tempo, però, se Sky non avesse i diritti della Serie A faticherebbe ad andare avanti. La maggior parte degli utenti, come ampiamente dimostrato negli anni, si abbona per seguire la Serie A e la Champions. Senza questi diritti TV, quindi, Sky andrebbe incontro a un ampio ridimensionamento (la trattativa per di diritti 2021-2024 sarà fondamentale). Morale della favola: la Serie A ha bisogno di Sky e Sky ha bisogno della Serie A. Tutto si lega. In questo contesto si inseriscono gli inviati di cui sopra, molto spesso (anche se non sempre) simpatizzanti delle squadre che seguono. Quindi? Quindi il loro racconto è per forza di cose edulcorato, addolcito nelle situazioni più delicate, mentre risulta trionfalistico ed epico quando le cose vanno bene. Siamo più vicini al lavoro di un ufficio stampa che a quello classico di giornalismo. Molto spesso anche gli inviati dei giornali – cui vanno aggiunti i numerosi redattori web – simpatizzano per la squadra che seguono, ma ciò non impedisce loro di sollevare critiche al mercato, alla prestazione di un giocatore, alle mosse di un allenatore. Questi inviati televisivi ad squadram, invece, per i motivi di cui sopra, risultano troppo misurati, controllati, frenati da questo rapporto tra il loro datore di lavoro e il club che devono seguire per mestiere. Ma ve lo immaginate un Barzaghi che critica apertamente le mosse di Conte dopo una sconfitta dell’Inter o un Guardalà che solleva dubbi sull’acquisto di Danilo o sostiene che Rugani non è un giocatore da Juventus? Oppure un Angelo Mangiante che critica il mercato di Pallotta e Petrachi o un Francesco Modugno che esprime un’opinione decisa sulla gestione De Laurentiis? Ecco, vi siete risposti da soli. E questo, si badi bene, non per poco coraggio o mancanza di idee, ma per il sistema mediatico-sportivo creatosi in questi anni. Un sistema che finisce per produrre – almeno ai nostri occhi – un’informazione eccessivamente dolcificata, tanto da risultare stucchevole.

Allo stesso tempo, però, va detto che si tratta pur sempre di un’opinione e, magari, la maggioranza dei tifosi si aspetta di ricevere dagli inviati di Sky Sport 24 o Mediaset una specie di “bollettino poco critico/acritico” sulle sorti della propria squadra. Le classiche buone nuove che aiutano a migliorare la giornata. In tal senso, non più tardi di una decina di giorni fa, alcuni tifosi del Milan hanno pesantemente criticato Peppe Di Stefano, giornalista di Sky al seguito del Milan, che prima della partita contro la Juventus aveva parlato di un’offerta della Juventus per G. Donnarumma. Apriti cielo e hashtag #PeppeDiStefanoOut che ha raggiunto velocemente i Trending Topics di Twitter. L’altra faccia della medaglia.

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