Decoder, il libro sulla storia della Pay-Tv sportiva in Italia, è finalmente disponibile!

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Libro Decoder storia Pay-Tv Sportiva disponibile su Amazon

Da oggi, 3 dicembre 2020, il libro “Decoder – Storia decriptata della Pay-Tv sportiva in Italia” è disponibile su Amazon, sia in versione cartacea che elettronica (eBook). Nelle prossime settimane il libro sarà disponibile anche su altri store online e, su ordinazione (almeno inizialmente), anche nelle librerie tradizionali.

Decoder, da oggi disponibile sullo store di Amazon, versione cartacea ed eBook

SINOSSI

Decoder, attraverso sport, giornalismo, tecnologia, politica e società, racconta i 30 anni di storia della Pay-Tv sportiva in Italia. Il libro ripercorre in modo dettagliato un periodo di grandi cambiamenti: dalla nascita di Tele+2 a Sky-DAZN, passando per Eurosport, Stream, Gioco Calcio, La7 Cartapiù, Dahlia Tv, Conto Tv, Fox Sports, Mediaset Premium e finendo con uno sguardo verso il futuro targato OTT.

Decoder non è una fredda elencazione di eventi, ma una ricostruzione ragionata, dettagliata, ricca di aneddoti, riletta anche attraverso le parole dei protagonisti e di alcuni grandi osservatori. La Pay-Tv, del resto, ha rivoluzionato totalmente il modo di seguire lo sport, ha determinato la nascita di un rapporto strettissimo tra le stesse televisioni e le leghe/società sportive e ha introdotto diverse novità a livello tecnologico (satellite, interattività, HD, streaming). Lo sviluppo della Pay-Tv sportiva si intreccia inevitabilmente con il percorso trentennale di squadre e di campioni, molto spesso raccontati da alcuni autentici maestri di giornalismo sportivo televisivo: Rino Tommasi, Sergio Tavčar, Dan Peterson, Bruno Pizzul, Aldo Biscardi, Mario Camicia, Massimo Marianella, Sandro Piccinini, Flavio Tranquillo, Fabio Caressa e ancora Gianni Clerici, Mario Cotelli, Federico Buffa, Vittorio Munari, sono solo alcuni dei nomi più noti presenti nel libro.

Ci sarà spazio, infine, per alcune considerazioni legate al linguaggio delle telecronache e al boom della narrazione sportiva. Completano il libro i preziosi interventi di Pietro Nicolodi (Sky Sport) e Massimiliano Ambesi (Eurosport).

INDICE DECODER – STORIA DECRIPTATA PAY-TV SPORTIVA IN ITALIA

Questo l’indice completo del libro:

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P.S. grazie in anticipo a tutti coloro i quali acquisteranno il libro. Ovviamente, una volta letto, aspetto i vostri commenti e giudizi e, se volete, una recensione su Amazon. A presto!

13 COMMENTI

  1. la pay ha distrutto gli sport minorin con l’esclusione degli sport invernali in Italia, vi ricordate il basket, tutte le settimane diretta su rai 2 palazzetti stracolmi e livello altissimo, il rugby diretta radio su tutto il calcio…, la nazionale di Diminguez che vinceva e convinceva, dirette rai, per non parlare dell’atletica leggera con meeting in diretta su rai3. Discorso a parte per gli sport invernali, in quanto si parla solo di una parte di nazione quella settentrionale già educata da tmc, capodistria e televisione svizzera, per loro è stato naturale il passaggio alla pay con una minima incidenza sul budget familiare. Il problema è che con la pay è molto più difficile allargare la platea. Prendiamo il biathlon con i successi della Wierer potenzialmente doveva spopolare, ma se prendiamo gli scorsi campionati del mondo nonostante i numerosi errori e gli orari impossibili la mass start ha fatto 1 milione di ascolti su raisport, pensate una single mix alle 20,30 in una cornice più italiana (e non aggiungo altro) su rai 3.

  2. Non voglio dire che sia tutto colpa della pay tv ma purtroppo se da un lato soddisfa i grandi appassionati dall’altro allontana il grande pubblico, faccio sempre l’esempio del basket, dove io e i miei amici aspettavamo con trepidazione la diretta del sabato e ci mettavamo mezzora prima davanti alla tv, ora che eurosport ci fa vedere con comodità tutte le partite non ne guardo una intera da secoli, pensiamo ad Alberto Tomba, l’anno passato la Brignone ha vinto la coppa over all e non se ne accorto nessuno. Qui credo bisogna ricostruire tutto un mondo e capire quali siano le scelte giuste per promuovere gli sport extra-calcio, però deve essere chiaro che senza la visibilità su uno dei primi sette canali non c’è trippa per gatti……

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