Anticipazione “Decoder – Storia decriptata della Pay-Tv sportiva in Italia”. Capitolo 2.2 | Telecapodistria

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Ed ecco a voi un’anticipazione del libro “Decoder – Storia decriptata della Pay-Tv sportiva in Italia. Da Tele+2 a Dazn, il racconto di 30 anni esageratamente italiani“, in uscita tra poche settimane. Si tratta del capitolo 2.2, quello dedicato a Telecapodistria. Siamo nella parte iniziale del libro, quella in cui analizzo lo scenario e gli accadimenti che portarono alla nascita di Tele+2, la prima Tv sportiva a pagamento in Italia.

Il libro è a buon punto, anche se la grande mole di materiale recuperato ha allungato leggermente i tempi di uscita. Vi terrò aggiornati. Per ora, ecco il capitolo su Telecapodistria. Buona lettura!

2.2 TELECAPODISTRIA

Ripercorrendo la storia della televisione italiana, va sottolineato come il monopolio Rai fosse già stato “violato”, prima ancora dell’avvento delle Tv libere, dalle televisioni transfrontaliere, TSI-TV Svizzera Italiana e Telecapodistria, che all’inizio degli anni ’70, grazie ai ripetitori televisivi collocati sui confini, raggiungono i telespettatori con i loro programmi in italiano. Non solo, le due reti non hanno alcun limite legato alle dirette e, cosa assolutamente innovativa, trasmettono a colori, utilizzando il sistema PAL (la Rai deve ancora decidere se adottare questo sistema o quello francese SECAM: solo nel 1977 opterà per il PAL). Telecapodistria svolgerà un ruolo fondamentale nel percorso che porterà alla nascita di Tele+2, la prima Pay-Tv sportiva italiana.

Telecapodistria inizia le trasmissioni sperimentali il 1° febbraio 1971 e le telecronache sportive sono affidate a un giovane virgulto che farà molta strada: Sergio Tavčar. Gli inizi, come raccontato dallo stesso Tavčar nel suo libro “La Jugoslavia, il basket e un telecronista” (e nella puntata #2 di Sport in Media – LiveStream), sono a dir poco pionieristici, ma nel giro di poco tempo Telecapodistria si farà conoscere e apprezzare dal pubblico italiano. Grazie al suo palinsesto – informazione, film più numerosi e più recenti di quelli proposti dalla Rai, musica, “pupazzi animati” e molto sport – Telecapodistria cresce rapidamente, anche tramite i ripetitori e “ponti” collocati in gran parte del Centro-Nord e nel periodo 1975-1985 diventa la terza emittente più seguita in Italia. Sfruttando l’appartenenza al circuito dell’Eurovisione, Telecapodistria trasmette a colori e in diretta i grandi eventi sportivi: Olimpiadi estive e invernali, Mondiali ed Europei di calcio, partite delle Coppe Europee e grandi match di pugilato, in alcuni casi in via esclusiva, viste le scelte della Rai. Anche per il grande pugilato bisogna andare sulle Reti estere. I grandi match si svolgono in orario notturno e la Rai, come da tradizione, manca la diretta per non turbare il sonno degli italiani. Così Clay-Frazier (New York, 28 gennaio 1974), Foreman-Norton (Caracas, 26 marzo 1974), Clay-Foreman (Kinshasa, 30 ottobre 1974) e ancora Clay-Frazier (Manila, 30 settembre 1975) sono visibili solo su Svizzera e Capodistria (Pino Frisoli e Massimo De Luca, “Sport in TV. Storia e storie dalle origini a oggi”).

La diretta di una partita del campionato jugoslavo di basket del sabato pomeriggio diventa ben presto un appuntamento imperdibile. Il segreto è lo straordinario mix tra talento degli interpreti in campo, atmosfere tipicamente balcaniche e telecronache iper-competenti ma allo stesso tempo informali e irriverenti di Sergio Tavčar, autentico innovatore del linguaggio sportivo-televisivo.

Le Olimpiadi di Mosca del 1980 sono un grande successo grazie alle 65 ore trasmesse in diretta. Tuttavia, l’arrivo di un concorrente agguerrito come Canale 5 e la crescita degli altri canali privati, portano a un progressivo calo nel seguito. Così, per rilanciare la popolarità in Italia, nel 1983 vengono sottoscritti degli accordi con la Rai e con alcune Tv private per l’estensione del segnale che, ormai, raggiunge praticamente tutte le Regioni italiane, Sardegna esclusa. Lo sport, mantiene un ruolo centrale e le Olimpiadi di Los Angeles 1984 e i Mondiali di calcio del 1986 in Messico ottengono ottimi risultati.

Ma la vera rivoluzione (che potremmo definire “tradita”) avviene nel 1987 quando Fininvest vede in Telecapodistria il Cavallo di Troia per bypassare il problema delle dirette nazionali di eventi sportivi. Berlusconi vuole creare un canale tematico sportivo, dapprima gratuito, poi a pagamento. In pratica, nelle idee di Fininvest, Telecapodistria dovrebbe diventare la prima Pay-Tv sportiva italiana (cosa confermata dallo stesso Sergio Tavčar, capo dei servizi sportivi dell’emittente istriana). Nel giro di poche settimane, a partire dal gennaio 1988, viene ri-organizzato tutto il palinsesto e inizia una stretta collaborazione tra la redazione sportiva di Telecapodistria e Videotime (la struttura di Fininvest che crea i programmi, poi trasformata in RTI). Come da progetto iniziale, Telecapodistria si trasforma in una TV tematica sportiva, la prima in Italia. Esclusi i telegiornali, la programmazione sportiva inizia nella tarda mattinata e si conclude oltre la mezzanotte. Per coprire tutte queste ore, viene creata una vera e propria redazione sportiva allargata, con diversi giovani giornalisti che vengono inviati a Capodistria a esercitarsi nei commenti in diretta di eventi sportivi. Tra loro fanno il debutto a livello nazionale alcuni personaggi destinati a una lunga e fortunata carriera: Sandro Piccinini, Massimo Marianella, Stefano Vegliani, Guido Meda, Franco Ligas, Mario Camicia. Dan Peterson diventa sempre più personaggio televisivo, sia attraverso le telecronache (a volte in coppia con Tavčar), sia con le rubriche da lui presentate. Ogni sera viene mandato in onda un notiziario sportivo – Sport Time – solitamente presentato da Giovanni Bruno. Le Olimpiadi di Calgary e Seul 1988 e gli Europei di calcio dello stesso anno, segnano un ulteriore salto di qualità. Il palinsesto viene ulteriormente affinato con nuove rubriche (c’è anche Rino Tommasi). Nel 1988-89 il programma A tutto campo – condotto come visto da Gigi Garanzini (nella stagione successiva sarà affidato a Sandro Piccinini) con ospiti fissi Giorgio Tosatti e Roberto Bettega – si trasferisce su Telecapodistria e punta dichiaratamente a fare concorrenza alla Domenica Sportiva.

Nella primavera 1989, però, esplode il “Caso Wimbledon”. JRT – la televisione federale jugoslava, che controlla Telecapodistria attraverso RTV Slovenija – intima a Telecapodistria di non trasmettere il torneo di Wimbledon ’89, visto che l’Eurovisione (di cui JRT fa parte) ha deciso di rinunciarvi a causa dei costi esorbitanti dei diritti. Nonostante questo divieto, tuttavia, Telecapodistria, ormai completamente sotto la sfera d’influenza Fininvest, trasmette il torneo londinese. JRT si infuria e come punizione – spalleggiata da altre reti europee, compresa la Rai – decide di escludere Telecapodistria dal circuito dell’Eurovisione, privandola così di diritti e immagini dei principali eventi sportivi (in primis i Mondiali di Italia ’90). Inizia un periodo di tensioni, anche perché, in questo modo, viene messa in discussione la natura stessa dell’accordo Fininvest-Telecapodistria.

Nonostante questo intoppo, comunque, Telecapodistria prosegue la sua campagna acquisti sul fronte diritti Tv e nel settembre 1989 presenta a Milano i palinsesti della nuova stagione sportiva. Alla presenza del capo della redazione sportiva Sergio Tavčar e di Dan Peterson, il responsabile del palinsesto, Rodolfo Hecht, illustra una programmazione di grande livello: “Siamo riusciti a mettere le mani su importanti eventi, acquistando in esclusiva i diritti per trasmettere, in diretta o in differita, le partite del campionato tedesco (il venerdì alle 20.00), di quello inglese (sabato alle 15.00), spagnolo (sabato 20.30), olandese e argentino (martedì), oltra ad alcuni incontri di qualificazione a Italia ’90. Avremo poi Wimbledon, US Open, Australian Open, il campionato NBA e il grande pugilato” (Corriere della Sera, 8 settembre 1989).

E anche dal punto di vista tecnico, tutto sembra pronto per la storica trasformazione di Telecapodistria in Tv tematica a pagamento. Dall’ottobre 1989, infatti, Fininvest trasmette sulle frequenze di Telecapodistria, in notturna e a giorni alterni, un programma di 45’ d’informazione finanziaria destinato a 2500 consulenti di “Programma Italia”. La novità è che questo programma finanziario è visibile solo attraverso un decodificatore di segnale, altrimenti detto Decoder.

Nell’agosto 1990, tuttavia, viene approvata la legge Mammì che cambia i piani di Berlusconi: l’accordo tra Fininvest e Telecapodistria viene stralciato nel giro di poche settimane. Su La Repubblica del 20 settembre 1990 viene pubblicato un intervento di Gianni Letta, vice presidente della Fininvest Comunicazioni: “Letta conferma le notizie date ieri da la Repubblica: il gruppo Berlusconi ha in portafoglio non solo Tele+, la prima struttura da Pay-Tv italiana, ma anche le frequenze di un’emittente come Capodistria che sino a pochi giorni fa era considerata come una Tv straniera. Letta ha spiegato che nel caso di Capodistria, la Fininvest si trova a dovere cedere la frequenza e la rete di ripetitori che ne consentono la trasmissione in Italia, mentre sarà la nuova proprietà a decidere sull’eventuale rinnovo dei contratti con la Fininvest per la fornitura di programmi. Sempre per legge, non potrà essere rinnovato l’accordo che ha consentito a Publitalia (Fininvest), di raccogliere la pubblicità per Capodistria (circa 70 miliardi lo scorso anno)”. La rete transfrontaliera, peraltro, da lì a pochi mesi dovrà affrontare dei problemi ben più gravi: inizia la guerra in Jugoslavia e nel giugno 1991 quasi tutti i suoi ripetitori vengono bombardati.

[fine capitolo 2.2]

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