L’accordo Sky-Netflix e il futuro della video-televisione

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L’accordo Sky-Netflix, annunciato in pompa magna da Sky (avete fatto caso che quando Sky deve lanciare un nuovo servizio/programma, lo fa in modo tale che il messaggio arrivi anche al più distratto degli abbonati? Tra un po’ vedremo Lorenzo Tedici di Sky Meteo 24 annunciare la puntata di X-Factor tra le temperature del nord e quelle del centro-sud o Massimo Marianella magnificare lo Sky Q durante un calcio d’angolo) è un altro tassello di quello che sarà lo scenario futuro dei servizi Pay-TV “classici”.

Sky ha capito che è inutile fare la guerra a Netflix, Amazon e – tra un pò – a Apple e Disney (i cosiddetti sistemi OTT). Il futuro è sempre più “video-frammentato”, sia a livello di tempo dedicato all’intrattenimento (ex) televisivo, che di dispositivi usati per usufruirne (si passa in modo sempre più frenetico dalla TV allo smartphone, dal tablet al PC). Ormai moltissimi consumatori, specialmente i più giovani, non amano i pesanti vincoli contrattuali e preferiscono abbonamenti “mordi e fuggi” a prezzi più contenuti. Il precedente modello del “vuoi vedere la Serie A? Ti do quella più altri 200 canali” è ormai superato. Si va sempre più verso l’on-demand. Sky, a differenza di un Blockbuster qualsiasi, ha capito che il mercato stava cambiando e il vecchio modello della TV a pagamento iniziava a mostrare la corda (proprio ieri Netflix ha annunciato di aver superato i 2 milioni di abbonamenti in Italia). Così ha deciso di non combattere una guerra miope contro i sistemi OTT, ma di affiancarli, offrendo loro la possiblità di una strategia win-win: “cara Netflix, io metto a disposizione dei miei abbonati le tue serie TV, ampliando la mia offerta sul decoder Sky Q; tu allarghi a dismisura il bacino di potenziali clienti (Sky ha all’incirca 5 milioni di abbonati)”. Siccome il mercato delle offerte video-televisive è sempre più frammentato e il video-telespettatore rischia di perdersi (o disperdersi) tra i vari mini-abbonamenti, Sky diventa un aggregatore di contenuti. Un hub dei servizi OTT e dei portali più noti.

Così, ATTRAVERSO la tecnologia dEL DECODER Q, Sky CONTINUA A OFFRIRE la propria proposta di contenuti e aggiunge la possibilità di “scanalare” tra Netflix, Spotify, DAZN, Mediaset Play, YouTube e altri SERVIZI

Un’evoluzione necessaria che cerca di intercettare i cambiamenti del mercato video-televisivo, anche in vista del futuro prossimo, quando Sky presenterà in Italia – in UK il servizio è già partito da tempo – la propria proposta come provider di servizi internet. Senza dimenticare il possibile accordo Lega Calcio-Mediapro per i diritti TV della Serie A 2021-2024. Per la serie: niente sarà più come prima.


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